Corriere della Sera -Mezzogiornoeconomia – Mataluni, l'olio sannita che piace agli americani
L’olio italiano parte dal Sannio alla conquista dei mercati internazionali e attrae investitori stranieri. Accade a Montesarchio, in provincia di Benevento, dove il gruppo Oleifici Mataluni -Olio Dante Spa ha siglato una partnership finanziaria con il fondo americano Trinity Investment, molto interessato al comparto agroalimentare italiano. Per sostenere il piano industriale rivolto a conquistare il mercato americano e a rafforzare il brand in Oceania e nei mercati orientali, dove il gruppo oleario italiano è presente da tempo, il fondo ha messo a disposizione 20 milioni di euro, di cui 10 già versati e altri 10 da versare entro il secondo semestre del 2016.
Un accordo che potrebbe fare da apripista ad altre aziende meridionali del settore: «La partnership tra gli Oleifici Mataluni ed il Fondo Trinity – spiega Mario Porcaro, che ha guidato l’intera operazione insieme al team di professionisti dello Studio Porcaro di Benevento – conferma l’interesse dei Fondi internazionali anche per le Pmi del Sud. Abbiamo seguito meticolosamente tutte le procedure previste per operazioni che in genere superano il valore di 100 milioni di euro, creando le premesse per attrarre anche al Sud nuova finanza e per mettere a punto un nuovo modello di sviluppo rivolto alle aziende di famiglia». Il partenariato avrà una durata di 5 anni, al termine dei quali si tireranno le somme e si valuterà l’opportunità della quotazione in borsa, in base all’evoluzione del piano.
Il progetto prevede l’ingresso in azienda di top manager di alto profilo e una fase successiva di riorganizzazione societaria e finanziaria. Tra gli obiettivi aziendali, anche l’aumento del numero di dipendenti dagli attuali 100 a 120 e l’incremento del fatturato da 100 milioni di euro del 2015 a 180 milioni nel 2020, soprattutto grazie all’estero.
«Questa operazione – spiega il presidente Biagio Mataluni, attuale presidente di Confindustria Benevento – ci consentirà di facilitare e completare il processo di internazionalizzazione intrapreso due anni fa con un precedente progetto da 8 milioni di euro, finanziato dall’Istituto di Sviluppo Agroalimentare del Ministero delle Politiche agricole, e di essere presenti nei mercati in cui oggi registriamo una grande richiesta di prodotti agroalimentari italiani». Un esempio di nuova impresa familiare,quello rappresentato dal gruppo Mataluni, costituito da quattro società che coprono l’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione di marchi storici (Dante, Lupi, Olita, Topazio, OIO, Minerva). Nuova perché non rinuncia alla connotazione familiare in nome della crescita sul mercato globale, ma riconosce la necessità di farsi affiancare da top manager richiesti dagli investitori esteri.
Notevoli le ripercussioni che si potranno generare anche sul comparto agricolo, nella fattispecie in quello oleario. Grazie a questo investimento, infatti, l’azienda potrà rilanciare un progetto di Filiera per la valorizzazione dell’olio 100% italiano. L’obiettivo del gruppo è mettere in connessione diretta il produttore agricolo con il consumatore finale, attraverso lo scaffale della GDO, puntando sulla qualità dei prodotti e sul gradimento del made in Italy nel palcoscenico globale, garantendo al tempo stesso la giusta remunerazione a tutti gli attori della filiera olearia, in particolar modo ai produttori e alle aziende di trasformazione. La sfida ambiziosa è creare un «campione dell’olio italiano nel mondo», che possa svilupparsi e ampliare il proprio raggio di commercializzazione a livello mondiale, attraverso l’approvvigionamento di olio italiano al 100%, sia nella filiera dell’olio di oliva che nella filiera dell’olio di semi (con le sue implicazioni positive: controlli, minor lunghezza del trasporto, sostenibilità ambientale, tracciabilità), utilizzando la notorietà di marchi storici che esprimono l’italianità del prodotto, per conquistare ulteriori quote di mercato domestico ed internazionale.
Mezzogiornoeconomia – Mataluni, l’olio sannita che piace agli americani
Il Mattino – Oleifici Mataluni, al via l’operazione rilancio. Ok alla partnership con il Fondo Trinity Investments, che mette in campo 20 milioni
Nella stipula di accordi «storici» ormai Biagio Mataluni è specializzato, ma quello siglato con il Fondo Trinity Investments non ha precedenti in fatto di importanza per l’azienda olearia di Montesarchio, un’operazione finanziaria in grado di rilanciare e far svoltare gli Oleifici Mataluni – OlioDanteSpA,proiettandoli, a conclusione del quinquennio del progetto di partnership, verso Piazza Affari per quotarsi in Borsa. Il Fondo internazionale investe 20 milioni di euro nell’industria olearia, somma significativa la cui prima tranche, paria 10 milioni,è stata resa disponibile già alla firma, nel mentre l’altra metà sarà erogata entro questo primo semestre 2016. Questa collaborazione, non solo corroborerà l’attività degli Oleifici Mataluni sotto l’aspetto economico, ma il Fondo Trinity Investments porterà in dote anche un vasto patrimonio di contatti e relazioni internazionali,consentendo all’azienda caudina di aggredire e penetrare i mercati, in particolare quelli statunitensi, Giappone e Nord Europa laddove il Fondo è molto presente e ramificato.
«Si tratta – dice il presidente Mataluni– di una iniziativa estremamente importante anche per la nostra provincia, sia perché riguarda un’azienda locale che è stata capace di attrarre investimenti esteri nel nostro territorio, sia perché il team che ha condotto l’operazione è beneventano, lo Studio Porcaro, guidato da Mario Porcaro. È la dimostrazione dei risultati che possiamo raggiungere facendo rete e della capacità che il nostro territorio può esprimere sia in termini di progetti imprenditoriali che di professionisti altamente specializzati».
Per capire ancora meglio il valore di questa operazione, basta guardare i dati e le cifre. Dal punto di vista occupazionale,il numero dei dipendenti della divisione olearia del Gruppo è pari a 100, attualmente impegnati al 50% delle ore. Si prevede che, grazie a questa partnership, nell’arco dei prossimi 18-24 mesi saranno impiegati tutti al 100% e che, nel 2020,il numero complessivo dei dipendenti possa attestarsi sulle 120 unità lavorative, facendo lievitare il numero degli operai a scapito degli impiegati (il gruppo impegna altre 45-50 unità nelle divisioni energia, immobiliare ed imballaggio). E non solo. È previsto anche un incremento del fatturato: dai 100 milioni attuali si dovrebbe passare ai 180 milioni nel 2020. Notevoli le ripercussioni che questa operazione potrà generare anche sul comparto agricolo,nella fattispecie in quello oleario. Grazie a questo investimento, infatti, l’azienda potrà rilanciare un progetto di filiera per la valorizzazione dell’olio 100% italiano. L’obiettivo è mettere in connessione diretta il produttore agricolo con il consumatore finale, attraverso lo scaffale della grande distribuzione organizzata, puntando sulla qualità dei prodotti e sul gradimento del made in Italy nel palcoscenico globale, e garantendo al tempo stesso la giusta remunerazione a tutti gli attori della filiera olearia, in particolar modo ai produttori e alle aziende di trasformazione.
La sfida ambiziosa è creare un «campione dell’olio italiano nel mondo»,che possa svilupparsi e ampliare il proprio raggio di commercializzazione a livello mondiale, attraverso l’approvvigionamento di olio italiano al 100%, sia nella filiera dell’olio di oliva che nella filiera dell’olio di semi (con le sue implicazioni positive: controlli, minor lunghezza del trasporto, sostenibilità ambientale, tracciabilità),utilizzando la notorietà di marchi storici che esprimono l’italianità del prodotto (Dante, Lupi, Olita, Topazio, OIO, Minerva) per conquistare ulteriori quote di mercato domestico ed internazionale.
Per quanto concerne, invece, gli oli di semi, in Italia, pur essendoci un grande consumo di oli per frittura (il 70% è olio di girasole), non vi sono valorizzazioni delle produzioni nazionali. I semi di girasole prodotti dagli agricoltori italiani sono acquistati dai grandi player esteri (soprattutto nell’ area del Mar Nero) che,miscelando le produzioni italiane con le masse di materia prima provenienti da altre parti del mondo, realizzano un olio di semi di girasole grezzo, quotato sui mercati internazionali, senza distinzione di provenienza geografica. L’idea del gruppo Mataluni è quella di valorizzare,invece, i terreni del Sannio abbandonati o riconvertire parte di quelli votati alle coltivazioni del tabacco perla produzione del seme di girasole e per creare sviluppo nel territorio.
Il Mattino – Oleifici Mataluni, al via l’operazione rilancio
NTR24 – Fondo internazionale investe nell'Olio Dante. Mataluni: “Abbiamo attratto capitali esteri nel Mezzogiorno”
Importante operazione finanziaria siglata questa mattina dagli Oleifici Mataluni – Olio Dante SpA – l’industria olearia di Montesarchio che raggruppa i grandi marchi storici italiani – nell’ambito del progetto di internazionalizzazione già avviato nel 2014 con I.S.A. – Istituto Sviluppo Agroalimentare SpA.
Il Fondo internazionale “Trinity Investments” ha deciso di investire 20 milioni di euro nell’industria olearia campana.
Il progetto prevede la partnership tra il Fondo ed Olio Dante SpA per i prossimi cinque anni e, al termine, la possibilità per l’azienda di quotarsi in borsa. In questa importante iniziativa gli Oleifici Mataluni – Olio Dante SpA sono stati assistiti dal team dello Studio Porcaro commercialisti, guidato dal dott. Mario Porcaro, e dal team dello Studio legale Munari Cavani, guidato dall’avvocato Francesca Broussard; il Fondo Trinity Investments è stato assistito dal team dello studio legale BonelliErede, guidato dall’avvocato Paolo Oliviero.
La prima tranche, pari al 50% dell’importo totale, è stata resa disponibile al momento dell’accordo, la seconda arriverà entro il primo semestre 2016 – condividendo il nuovo piano industriale, focalizzato sulla penetrazione nel mercato americano e sul rafforzamento del brand in Oceania e nei mercati orientali, dove Dante è presente da tempo.
Il progetto di sviluppo prevede l’ingresso in azienda di top manager di altissimo profilo ed una fase successiva di riorganizzazione societaria e finanziaria, attraverso un dialogo già in corso con il sistema bancario, che comprende anche un piano di ristrutturazione dell’esposizione finanziaria.
“Questa operazione – spiega il presidente Biagio Mataluni – ci consentirà di facilitare e completare il processo di internazionalizzazione, intrapreso con I.S.A. due anni fa, e di essere presenti nei mercati in cui oggi registriamo una grande richiesta di prodotti agroalimentari italiani. In un momento particolarmente favorevole per il nostro settore, abbiamo deciso di mettere a disposizione dell’azienda nuova finanza e tutti gli strumenti più idonei per affrontare adeguatamente l’importante percorso di crescita”.
Dopo aver acquisito nel 2009 il marchio Dante dalla multinazionale spagnola SOS-Cuetara e consolidato la sua posizione sul mercato italiano, oggi gli Oleifici Mataluni puntano a crescere oltreconfine, grazie al supporto di un partner finanziario autorevole sul piano internazionale, con il quale affrontare una sfida altamente competitiva.
“Gli Oleifici Mataluni stanno vivendo una trasformazione storica, managerializzando l’azienda di famiglia e concentrandosi unicamente sui propri marchi. Il nostro obiettivo è aumentare sensibilmente la produzione a marchio, riducendo la produzione per conto terzi, ed ottenere un incremento di fatturato all’estero, dove il prodotto italiano gode di ottima reputazione e crea valore. Siamo riusciti – conclude Biagio Mataluni – ad attrarre investimenti esteri nel Mezzogiorno, senza rinunciare a valorizzare il made in Italy: Olio Dante è e resterà italiano”.
Il Vaglio – Approvato Il Concordato Preventivo della M.L. Costruzioni
I creditori della società M. L. Costruzioni s.r.l. di Benevento hanno approvato a larga maggioranza (il 99% dei voti favorevoli) il Concordato Preventivo presentato dalla società assistita dai Dott.ri Mario Porcaro e Michele Grosso dello Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati insieme all’Avv. Lucio Russo. “La Società M.L. Costruzioni s.r.l. – ricorda una nota dello studio diffusa alla stampa – è presente nel settore dell’edilizia sin dal 1984 e negli ultimi anni, oltre alla crescente attività nel settore edile, si è specializzata nella realizzazione e installazione di carpenteria metallica pesante e leggera, di opere artistiche, con lavorazione di ferro, ottone e rame, di recinzioni, infissi e cancelli in ferro ed alluminio etc., diventando, per le capacità sviluppate nei molteplici settori di intervento, una delle realtà più significative del territorio. Negli ultimi anni l’istante ha tuttavia risentito dello scenario macroeconomico di profonda crisi che ha investito il settore delle costruzioni per la cui soluzione è stato necessario fare ricorso all’utilizzo di strumenti di gestione straordinaria, quale il Concordato Preventivo. Grazie al voto favorevole dei creditori , attraverso il Concordato preventivo che prevede la continuità indiretta, è stato possibile sia dare continuità ai livelli occupazionali (circa 15 dipendenti), che preservare i valori aziendali nell’interesse dei creditori. A fronte di un debito di circa 4 milioni di euro, il piano prevede il pagamento integrale dei creditori ipotecari e privilegiati e il soddisfacimento dei creditori chirografari nella misura del 27% circa. La
procedura proseguirà sotto il controllo dei commissari Prof. Vincenzo Cesaro, Avv. Franca Iacoviello e Dott.ssa Tiziana Polcino”.
Il Vaglio.it – Approvato il concordato preventivo della M.L. Costruzioni
Gazzetta di Benevento – I creditori della M.L. Costruzioni hanno approvato il Concordato Preventivo
I creditori della società; Ml Costruzioni di Benevento hanno approvato a larga maggioranza (il 99% dei voti favorevoli) il Concordato Preventivo presentato dalla società; assistita da Mario Porcaro e Michele Grosso dello Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati insieme a Lucio Russo, avvocato.
“La società – è spiegato nella nota inviata alla Stampa – è presente nel settore dell’edilizia sin dal 1984 e negli ultimi anni, oltre alla
crescente attività nel settore edile, si è specializzata nella realizzazione ed installazione di carpenteria metallica pesante e leggera, di opere artistiche, con lavorazione di ferro, ottone e rame, di recinzioni, infissi e cancelli in ferro ed alluminio.
L’impresa ha, tuttavia. risentito dello scenario macroeconomico di profonda crisi che ha investito il settore delle costruzioni per la
cui soluzione è stato necessario fare ricorso all’utilizzo di strumenti di gestione straordinaria, quale il Concordato Preventivo.
Grazie al voto favorevole dei creditori, attraverso il Concordato Preventivo che prevede la continuità; indiretta, è stato possibile sia dare continuità ai livelli occupazionali (circa 15 dipendenti), che preservare i valori aziendali nell’interesse dei creditori. A fronte di un debito di circa 4 milioni di euro, il piano prevede il pagamento integrale dei creditori ipotecari e privilegiati e il soddisfacimento dei creditori chirografari nella misura del 27% circa.
La procedura proseguirà sotto il controllo dei commissari Vincenzo Cesaro, Franca Iacoviello e Tiziana Polcino.”
Gazzetta di Benevento – I creditori della M.L. Costruzioni hanno approvato il Concordato Preventivo
Estratto dal libro "Emozioni e professioni intellettuali". Liber amicorum – Victor Uckmar
Di Mario Porcaro.
Incontro all’alba con brioche.
“Circa trent’anni fa, giovane professionista di provincia, ancora un pò – come dire – ruspante, mi capitò una pratica piuttosto importante per un’azienda che allora fatturava quasi 100 miliardi. Il cliente mi apprezzava, si fidava della mia attenzione e del mio impegno, ma sapeva anche che la mia esperienza era limitata e mi disse: abbiamo grande fiducia in te, ma siamo consapevoli che questo nostro caso è complesso, per cui cerca un consulente autorevole che ti affianchi e ti sostenga. Erano anni in cui non c’era il web, la ricerca era affidata alle conoscenze personali, e a me venne immediatamente l’idea di chiamare il numero uno della nostra professione: pensai subito a Victor Uckmar, insomma, che naturalmente però di persona non conoscevo. Chiamai il suo studio, e la segretaria mi disse che l’appuntamento dovevo prenderlo con lui personalmente, perchè si organizzava l’agenda da solo.
Quando parlai col Professore, accettò subito l’incarico ma mi disse che era veramente molto occupato in quella fase e che, per venirci incontro, considerato che arrivavamo dal Sud, poteva soltanto ritagliare per noi un rapido incontro mattutino, ricevendoci alle 7 del mattino, all’Hotel Excelsior di R0ma, mentre faceva la sua prima colazione.
Io e i miei clienti decidemmo subito di acconsentire, tanto consideravamo importante quella consulenza. Arrivammo a Roma naturalmente la sera prima, dormimmo all’Excelsior e la mattina avemmo questo atipica riunione con il Professore, che fu utilissima per stabilire i termini dell’incarico. Notammo tutti subito come Uckmar mostrasse verso di noi un tratto disponibile e alla mano, pur consapevole della sua già acclamata dottrina. E peraltro spesso nella vita ho notato che chi ha più sostanza e prestigio, più sa essere alla mano…
Comunque quella consulenza andò bene, per me, molto bene. Quando infatti inviai a Victor Uckmar il mio elaborato, che era poi un ricorso alla commissione tributaria, temevo di vedermelo restituire tutto coperto di segni rossi e blu, al punto da farmi restare mortificato… E invece ebbi la soddisfazione di riaverlo intatto, ma arricchito da un paragrafo di una pagina su venti, naturalmente una pagina di considerazioni molto significative, e certamente preziose per il buon esito della vicenda, senza però il condimento di quello sfoggio cattedratico di competenze e distinguo che chissà quanti altri, nella posizione di Uckmar, avrebbero invece manifestato.
In quella occasione, insomma, conobbi in Uckmar un professionista non solo qualificatissimo per competenza e dottrina ma umanamente disponibile e immune da qualsiasi altezzosità e arroganza intellettuale.
Un’altra fondamentale prova di qualità umana e professionale che ebbi da Victor Ukmar in quell’occasione fu la sua estraneità ad una diffusa, riprovevole tendenza che si riscontra non solo nella nostra categoria. Varie altre volte mi è successo di dover coinvolgere altri professionisti di chiara fama, luminari nelle loro specializzazioni, e in quelle occasioni più di una volta abbiamo dovuto difenderci dalla tendenza che questi superconsulenti hanno a sostituirsi a noi con il cliente, spesso riuscendoci. Da Victor Uckmar non c’ era alcun pericolo di subire questo genere di imbattibile ma in fondo sleale concorrenza. Non solo lui non fece nulla del genere ma la sua scelta di arricchire il testo base del mio ricorso, senza però stravolgerlo, ottenne l’effetto di fidelizzare al mio Studio il cliente, che accrebbe la stima nei miei confronti anche grazie all’alto avallo che gli parve Uckmar avesse dato al mio lavoro di base.
Concordato Preventivo – Ammissione Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Presidente Dott. Gian Piero Scoppa, con decreto del 26/06/2015 ha dichiarato aperta la procedura di concordato preventivo presentato dalla Cales Costruzioni Srl, assistita dal Team dello Studio Porcaro.
Nata nel 2002, la Cales Costruzioni opera nel campo dell’edilizia civile ed industriale per conto di privati ed enti pubblici. Negli anni l’azienda si è distinta con successo per la qualità, la competenza e la professionalità, affermandosi nel settore sia in Campania che in altre regioni, quali Molise e Puglia. Essa vanta, infatti, un importante portafoglio clienti tra i quali Fiat Auto nella Provincia di Cassino, Enel Power nella provincia di Isernia, il parco eolico di Lucera e quello della provincia di Benevento, nonché la Centrale termoelettrica di Foggia.
Tuttavia, la profonda crisi macro-economica che ha investito il Paese negli ultimi anni, e che ha colpito in modo particolare il settore edilizio ed immobiliare, non ha risparmiato la Cales Costruzioni, incidendo inevitabilmente sulle performance economiche e patrimoniali della Società. Ad aggravare la già critica condizione dell’azienda, la difficoltà riscontrata nell’incasso dei crediti verso clienti. La carenza di liquidità che ne è determinata ha incrementato il livello di indebitamento maturato verso i fornitori, le Banche e l’Erario, tale da rendere necessario il ricorso al concordato preventivo.
La proposta concordataria prevede la liquidazione del patrimonio sociale ed il soddisfacimento dei creditori in parte con la liquidazione degli asset funzionali all’attività d’impresa, ed in parte con l’immissione di nuova finanza esterna, nell’arco temporale di tre anni dall’omologazione.
Il Giudice delegato è la Dott.ssa Loredana Ferrara e il Commissario l’Avv. Luigi Valentino.
Concordato Preventivo – Ammissione Tribunale di Avellino
Inizia la fase di risalita di Ingino Spa, l’azienda che si occupa della lavorazione e surgelazione di frutta e castagne. Il Tribunale di Avellino, infatti, in composizione collegiale presieduto dal Dott. Antonio Giovanni Marena, ha ammesso il concordato preventivo in continuità dell’azienda di Atripalda assistita dallo Studio Porcaro e dallo Studio Legale Meoli & Associati.
Un primo passo indispensabile per non arrendersi alla crisi, per la salvaguardia ed il rilancio di un’azienda che conta uno dei centri produttivi più all’avanguardia d’Europa, e che ha saputo conquistare la leadership sia nel mercato della frutta surgelata che in quello delle castagne fresche, destinate ai supermercati nazionali ed europei, fino a giungere negli Usa e in Canada.
A partire dal 2011, il Gruppo Ingino ha dovuto fronteggiare il crollo dei consumi determinato dalla congiuntura economica globale che ha colpito anche il settore agroalimentare. Condizione che in poco tempo ha portato ad un indebitamento che ha superato quota 40 milioni di euro. Ma, per fortuna, nessun contraccolpo sui livelli occupazionali.
Non vi saranno conseguenze nemmeno sull’operatività aziendale. La proposta di concordato preventivo prevede, infatti, il risanamento aziendale e la ristrutturazione dei debiti mediante la prosecuzione dell’attività d’impresa e la liquidazione di un asset no core, nell’interesse di tutti gli stakeholder. L’obiettivo è garantire il recupero dell’equilibrio economico-finanziario nonché il soddisfacimento integrale dei creditori privilegiati ed il pagamento dei creditori chirografari nella misura del 30% circa.
Attraverso l’ammissione del concordato preventivo in continuità, il tribunale ha riscontrato la fattibilità della proposta e la migliore convenienza rispetto alla procedura fallimentare. E’ stato nominato Commissario Giudiziale il Dott. Salvatore Santoli.
Concordato Preventivo – Ammissione Tribunale di Bergamo
Il Tribunale fallimentare di Bergamo, Presidente Dott. Vitiello, con decreto del 3 giugno ha ammesso la proposta e il piano di concordato preventivo presentato dalla Promo Engineering Srl in liquidazione di Treviolo (BG), Società assistita dal Team dello Studio Porcaro.
Nata nel settembre del 2000 e attiva nel settore immobiliare, dell’edilizia in genere e dell’impiantistica, la Promo Engineering Srl ha risentito della recessione economica globale degli ultimi anni e, in particolare, di quella del settore delle costruzioni. Uno scenario aggravato dalla notevole esposizione anche nei confronti del sistema bancario, con un ammontare complessivo delle passività pari a circa 29 milioni di Euro. Necessario, dunque, per la Promo Engineering, il ricorso alla procedura di concordato preventivo.
La proposta concordataria prevede la prosecuzione dell’attività mediante l’affitto di un ramo d’azienda e la liquidazione degli assets aziendali, nonchè il soddisfacimento integrale dei creditori privilegiati ed il pagamento dei creditori chirografari nella misura del 21,67%.
Il Giudice delegato è la Dott.ssa Elena Gelato e i Commissari Giudiziali il Dott. Maurizio Salvetti, il Dott. Lorenzo Gelmini e l’Avv. Lodovico Valsecchi.
Articolo Corriere della Sera
Nuovo concordato preventivo approvato dai creditori
I creditori della Società Gestione Liquidatoria Srl in Liquidazione (SGL) di Benevento hanno approvato a larga maggioranza (il 78% circa dei voti favorevoli) il concordato preventivo presentato dalla Famiglia Cruciani, assistita dal Team dello Studio Porcaro.
La SGL nasce dalla fusione per incorporazione di 7 società con sede in Roma, appartenenti ai Cruciani: Sotexpin Italia Srl, Agroleader Srl, Cr Project Srl, CR Sport Srl, Cruciani Group Srl, Nippomoto Srl, CR immobiliare Srl, attive nei contraddistinti settori immobiliare e rivendita motocicli. Tutte le suddette società versavano in un evidente stato di crisi economico-finanziario a fronte del quale, e al fine di scongiurare l’ipotesi di fallimento, si sarebbe reso necessario il ricorso a sette distinte procedure concordatarie. Un’operazione sin troppo onerosa, a danno ovviamente dei creditori sociali, per cui si è ritenuto opportuno procedere con un’operazione di fusione in un unico soggetto giuridico, sottoposto a procedura concorsuale.
Dall’analisi dei singoli bilanci delle società, i primi segni di squilibrio finanziario hanno cominciato a manifestarsi a partire dal 2011. Le cause sono da imputare principalmente alla crisi globale, manifestatasi in tutto il comparto della mobilità e nel mercato immobiliare. A contribuire a rendere insostenibile la situazione economica, la conseguente forte riduzione di fatturato, nonché le difficoltà operative derivanti principalmente dalla mancanza di liquidità da destinare alle attività caratteristiche, oltre che i contenziosi in essere con i principali fornitori (es. Yamaha), che hanno portato all’impossibilità di adempiere alle obbligazioni. A ciò si sono aggiunti gli oneri finanziari che, unitamente alle altre componenti negative di reddito, hanno determinato ingenti perdite e l’inevitabile stato di crisi.
La proposta di concordato preventivo, formulata dall’advisor Studio Porcaro secondo il tradizionale schema della cessio bonorum in favore dei creditori, prevede che la soddisfazione di questi ultimi avvenga sulla base di un piano di liquidazione dei beni oggetto di cessione. In particolare, è previsto il pagamento integrale dei creditori privilegiati, ed il soddisfacimento dei creditori chirografari in misura pari al 5% circa, garantito anche grazie alla disponibilità del socio di maggioranza all’immissione di nuova finanza. Non è stata, inoltre, proposta domanda di transazione fiscale.
Con l’ammissione del piano e della proposta di concordato preventivo da parte del Tribunale di Benevento, prima, e attraverso il parere favorevole dei creditori, poi, si conferma ancora una volta che il ricorso alla procedura concordataria rende possibile lo sviluppo di un progetto complessivo vantaggioso rispetto all’ipotesi fallimentare. La prospettiva di una liquidazione in sede di fallimento, infatti, non solo risulterebbe più lunga ed onerosa, ma pregiudicherebbe la soddisfazione dei creditori chirografari, che vedrebbero senz’altro vanificata la possibilità di ricevere il pagamento delle percentuali offerte.