Bianchi Metalli S.r.l.: il Tribunale di Bergamo omologa il concordato semplificato. Studio Porcaro Commercialisti e Avvocati advisor dell’operazione

il Tribunale di Bergamo ha omologato il concordato semplificato (art. 25-sexies CCII) proposto da Bianchi Metalli S.r.l., attiva nel settore del commercio di metalli ferrosi e non ferrosi.
La procedura vede L’Agenzia delle Entrate principale creditrice a seguito di avvisi di accertamento per IVA, nonostante il regime di reverse charge, per oltre 25 mln.
Il piano prevede la cessione dell’azienda all’affittuaria, società dello stesso Gruppo, restando così nel perimetro, con la sua capacità produttiva e i livelli occupazionali, e la liquidazione degli altri attivi. È stato altresì previsto un apporto di finanza esterna, garantito da un vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.
Il Tribunale ha ritenuto il piano fattibile e più conveniente della liquidazione giudiziale. I chirografari, che nella liquidazione giudiziale non riceverebbero nulla, sono pagati con la finanza esterna. Il Tribunale ha inoltre precisato che “l’affitto e la successiva cessione di azienda non integrano, nella fattispecie, una modalità di continuità indiretta incompatibile con la natura esclusivamente liquidatoria del concordato semplificato, bensì una modalità di liquidazione degli asset che richiede esplicitamente il mantenimento in esercizio dell’impresa ai soli fini del migliore collocamento della stessa sul mercato, ai fini del conseguimento del miglior soddisfacimento dei creditori”.
La Società è stata assistita dallo Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati per il piano e la procedura con un team composto da Mario Porcaro, Andrea Porcaro, Laura Paglia e Pietro Prencipe per gli aspetti finanziari e dall’Avv. Fabrizia De Nigris per gli aspetti legali. Liquidatore Giudiziale è il dott. Alessandro Scarpellini.
leggi l’articolo:
https://financecommunity.it/gli-advisor-del-concordato-di-bianchi-metalli/
https://legalcommunity.it/studio-porcaro-affianca-bianchi-metalli-nellomologa-del-concordato/
02 Ottobre 2026
Mgg e Porcaro nel risanamento di Olip Italia

Nel mese di Agosto, il Tribunale di Verona ha omologato il Concordato Preventivo in continuità diretta proposto da Olip Italia, storica realtà industriale attiva sin dal 1972 e specializzata nella produzione di calzature, proprietaria dei noti marchi AS 98 e MJUS.
Olip Italia è stata affiancata, per gli aspetti finanziari, dallo Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati, con un team composto da Francesco Porcaro, Andrea Porcaro, Laura Paglia e Gianfranco Zollo. Per gli aspetti legali, la Società è stata assistita da MGG Studio Legale, con un team coordinato da Nicola Maragna e Alessia Rocchetto.
La procedura si è svolta sotto la supervisione dei Commissari Giudiziali, Luca Toninelli dello Studio Unijus e Matteo Toffolatti dello Studio Rubini e Partners.
La proposta ed il piano sono stati attestati da Fabio Bonato, partner di Adacta Tax & Legal.
Il piano di ristrutturazione, approvato dalla maggioranza delle classi dei creditori, ha consentito di porre le basi per il superamento della situazione di crisi e per la prosecuzione dell’attività aziendale in continuità diretta, preservando il valore dell’impresa e la capacità produttiva della Società.
Il percorso di risanamento ha consentito alla Società di superare una fase di significativa difficoltà, determinatasi a seguito di eventi di natura straordinaria ed esogena rispetto al normale andamento del business, riconducibili dapprima agli effetti della pandemia e, successivamente, alle conseguenze economiche derivanti dal conflitto russo-ucraino. Tali fattori hanno inciso in maniera particolarmente significativa sull’andamento della Società, caratterizzata da una forte vocazione internazionale e da una rilevante esposizione ai mercati esteri. Le conseguenti tensioni sui mercati di riferimento, sulle catene di approvvigionamento e sui costi di produzione e distribuzione hanno determinato un progressivo deterioramento della situazione economico-finanziaria.
Il progetto di risanamento prevede, oltre alla prosecuzione dell’attività caratteristica in continuità diretta, la dismissione di asset non strategici per la Società, destinando le relative risorse a beneficio dei creditori. Nell’ambito di tale progetto sono stati inoltre definiti specifici meccanismi di monitoraggio dell’andamento economico e finanziario della Società, volti a verificare progressivamente l’attuazione del piano e a consentire, ove necessario, l’adozione tempestiva di eventuali interventi a tutela e preservazione del valore aziendale.
leggi l’articolo:
https://www.toplegal.it/operazioni-e-contenziosi/olip-italia/
29 Settembre 2026
Gli advisor dell’acquisizione di O-Three da parte di Skandia

Il calzaturificio Skandia ha rilevato la maggioranza del capitale di O-Three, dando vita a un polo calzaturiero da oltre 35 milioni di euro di fatturato. A promuovere il deal è stata Skandia, guidata dall’amministratore delegato Mario Porcaro, che negli ultimi due anni ha avviato un’attività sistematica di confronto con diverse realtà del comparto.
Gli advisor
Skandia è stata assistita dallo Studio Porcaro Commercialisti con un team guidato da Andrea Porcaro (in foto) per la parte finanziaria. O-Three è stata seguita dallo Studio SB+ Sernaglia, Bordin e Associati nelle persone di Giovanbattista Sernaglia ed Elena Simoni.
I dettagli
La nuova realtà industriale integra competenze e capacità produttive complementari, mantenendo il radicamento nel territorio e una forte proiezione internazionale. Tra i clienti figurano gruppi come Decathlon, Diadora e Scarpa. In un mercato globale sempre più orientato alle economie di scala, alla velocità di esecuzione e alla capacità di investimento, l’operazione Skandia–O-Three rappresenta un caso concreto di consolidamento riuscito e un possibile spunto per l’evoluzione futura del distretto.
leggi l’articolo:
https://financecommunity.it/gli-advisor-della-acquisizione-di-o-three-da-parte-di-skandia/
23 Marzo 2026
Elettrocampani acquisisce Cerme. Gli studi coinvolti

Elettrocampania, realtà attiva nel settore della distribuzione di materiale elettrico e parte del Gruppo Marigliano, gruppo con un fatturato consolidato di circa 1,4 miliardi di euro e una rete di oltre 120 punti vendita su tutto il territorio italiano, ha perfezionato l’acquisizione di Cerme, storica impresa di Benevento attiva dal 1977 nella distribuzione di materiale idrotermo sanitario.
Dal 1977 ad oggi la Cerme ha da sempre rappresentato un affidabile e qualificato punto di riferimento per gli installatori termoidraulici dell’intera regione, aggiornando la proposta tecnico-commerciale all’evoluzione dei prodotti del settore. Con oltre 5.000 mq di stoccaggio ed ampi spazi esterni, la sede di via Piano Morra a Benevento risulta essere comodamente raggiungibile ed appena fuori il centro della città nella zona industriale. Si avvale della collaborazione di 16 professionisti qualificati e fortemente radicati sul territorio, in grado di fornire un’adeguata assistenza pre e post-vendita alla propria clientela. L’operazione rientra nella strategia di Elettrocampania e del Gruppo Marigliano di ampliare l’offerta integrata nei settori elettrico e termoidraulico, consolidando la presenza commerciale nelle regioni del Centro-Sud Italia e generando sinergie di prodotto, logistica e servizio alla clientela professionale.
Cerme è stata assistita dallo Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati con un team guidato da Francesco Porcaro. Lo studio ha assistito la società venditrice in tutte le fasi negoziali e contrattuali dell’operazione.
Elettrocampania è stata assistita da Luca Moscardino, dello Studio Legale Moscardino di Napoli, in qualità di counsel per gli aspetti legali correlati all’acquisizione, con un focus specifico sulle implicazioni contrattuali e normative.
La transazione ha visto anche un ruolo significativo da parte del presidente del Collegio Sindacale di Elettrocampania, Francesco Tedesco di Tedesco & Partners di Avellino, che ha contribuito alla supervisione del processo di autorizzazione interna e al coordinamento con gli organi sociali per il tempestivo perfezionamento dell’operazione.
leggi l’articolo:
https://legalcommunity.it/elettrocampani-acquisisce-cerme-gli-studi-coinvolti/
9 Gennaio 2026
Be Packaging acquisisce il controllo di Paperskin: una partnership strategica per il futuro del packaging sostenibile

Il gruppo fondato da Biagio Flavio Mataluni acquisisce il 70% della cartotecnica torinese e consolida la propria presenza industriale in Italia.
Be Packaging compie un nuovo passo nel suo percorso di crescita e annuncia l’acquisizione del 70% di Paperskin, storica cartotecnica torinese specializzata in soluzioni di alta gamma per il packaging. Nel 2019 era stata completata l’acquisizione della Unilabel di Empoli.
Con questa integrazione, Be Packaging consolida la propria presenza industriale in Italia e costruisce un ponte simbolico dal Sud al Nord del Paese, rafforzando il proprio modello di gruppo integrato e sostenibile.
“Dal Sud al Nord, un’unica direzione: il futuro.”
“Siamo partiti da un’area interna del Mezzogiorno e oggi uniamo tre poli produttivi – Montesarchio, Empoli e Torino – in un modello che dimostra come l’impresa possa essere ponte e non confine”
dichiara Biagio Flavio Mataluni, Presidente e fondatore del gruppo.
Nata nel 2014, Be Packaging si è affermata come azienda di riferimento nel settore delle etichette adesive e del packaging grazie a un approccio integrato e consulenziale che combina design, tecnologia e sostenibilità.
Dopo il rilancio di Unilabel (Empoli) nel 2019, l’ingresso di Paperskin (Torino) completa oggi la filiera, aprendo il gruppo al mondo della cartotecnica di pregio con particolare attenzione ai settori food, wine & spirits, beauty e farmaceutico.
Con un’età media del management sotto i 40 anni, Be Packaging è oggi una delle realtà industriali più dinamiche del Mezzogiorno.
Il gruppo coniuga solidità finanziaria, cultura imprenditoriale e governance trasparente, vantando asset industriali di proprietà e una posizione patrimoniale equilibrata.
Be Packaging è stata assistita dallo Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati con un team guidato dal partner Andrea Porcaro. Paperskin è stata assistita dal Dott. Cataldo Caputo dello studio Caputo e Accounting Sas
leggi l’articolo su LegalCommunity:
https://legalcommunity.it/be-packaging-prende-il-controllo-di-paperskin-gli-studi/
19 Dicembre 2025
Dalla crisi alla rinascita la parabola di Skandia
Dopo un concordato in continuità e una ristrutturazione radicale, la storica azienda trevigiana torna protagonista diventando partner produttivo globale di Decathlon

Da una crisi d’impresa al cardiopalma, con un concordato preventivo in continuità molto sfidante, a una ripartenza da manuale, con la soddisfazione di essere scelti da Decathlon come partner produttivo, e non semplice fornitore, dei negozi di tutta Europa ma anche in Brasile, Russia Cina e insomma ovunque: il tutto, producendo calzature sportive, ossia un prodotto quanto mai esposto alla concorrenza asiatica.
È la traiettoria vincente, più unica che rara, compiuta dalla Skandia, un’azienda di Treviso nata nel 1979 e, dopo la crisi, “rinata” nel 2023. Di questo successo Economy ha parlato con Mario Porcaro, oggi Ceo dell’azienda dopo esservi stato chiamato come consulente per la complicatissima ristrutturazione.
«Io sono entrato in gioco a gennaio 2023, in un momento molto delicato – racconta il manager – l’azienda stava infatti attraversando una crisi profonda e aveva appunto presentato domanda di concordato preventivo in continuità. In qualità di advisor, ma soprattutto di commercialista esperto di crisi d’impresa, ho affiancato la proprietà nella definizione e nell’attuazione del piano di risanamento. Al termine della procedura, i soci hanno voluto imprimere un segnale forte di discontinuità con la gestione precedente e, da gennaio 2024, mi hanno affidato il ruolo di presidente e amministratore delegato. Da quel momento, abbiamo intrapreso un percorso di rilancio profondo e concreto».
Qual è stata la strategia per uscire dalla crisi?
Abbiamo puntato su una ristrutturazione profonda: chiuso lo stabilimento in Romania, troppo oneroso, e rafforzato la produzione in Serbia. Abbiamo recentemente avviato una nuova attività produttiva in Tunisia, dove la combinazione tra qualità e competitività dei costi rappresenta un’opportunità strategica per il nostro sviluppo. Abbiamo ridotto i costi, razionalizzato i processi e riattivato relazioni commerciali chiave, soprattutto nell’Est Europa.
Un sostegno importante è arrivato da Decathlon, il cliente che tutti desiderano avere, forte di quasi 1700 punti vendita e 16,2 miliardi di euro di fatturato nel 2024). Non solo ci ha selezionati come fornitori, ma ci ha da subito considerati e trattati come partner produttivi e non semplici fornitori, consentendoci di aumentare la nostra produzione.
Inoltre, abbiamo valorizzato le risorse interne e creato un advisory board composto da figure di alto profilo – Elia Mocellin, Stefano Loschi, Michele Zorzan, – che mi affiancano con lungimiranza e visione nelle decisioni strategiche.
State guardando anche alla crescita per linee esterne?
Sì, è un pilastro della nostra strategia. In un mercato stagnante, crescere per acquisizioni è cruciale per ottenere economie di scala. Stiamo valutando diverse operazioni, ma spesso ci scontriamo con una certa reticenza culturale da parte delle imprese italiane, che faticano ad accettare logiche di consorzio e di aggregazione. Serve più visione e meno paura del cambiamento.
Quali sono ora i piani per il futuro?
Stiamo lavorando su nuove collezioni, sempre più orientate all’innovazione di prodotto, al comfort e alla sostenibilità. In particolare, stiamo sviluppando due nuove linee di suole super leggere, pensate per combinare resistenza, flessibilità e leggerezza, ideali per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione, attento sia al design che alla performance.
Parallelamente, l’obiettivo strategico per il 2026 è duplice: da un lato vogliamo rafforzare il portafoglio clienti, puntando su brand di fascia alta e catene internazionali con cui stiamo già avviando dialoghi commerciali; dall’altro intendiamo aumentare significativamente la capacità produttiva.
Stiamo inoltre investendo in digitalizzazione e automazione dei processi, per rendere l’intera supply chain più efficiente e tracciabile. Tutto questo, senza perdere di vista i valori che ci guidano: qualità, affidabilità e una gestione sostenibile del business.
Skandia ha oggi una nuova identità?
Direi che ha riscoperto la sua vocazione industriale, puntando su innovazione, efficienza e qualità. Abbiamo costruito una governance moderna, capace di prendere decisioni strategiche in tempi rapidi. È un progetto che dà valore alle persone e mette al centro la sostenibilità economica e organizzativa.
Quindi Skandia guarda avanti con fiducia?
Assolutamente. Abbiamo superato una crisi pesante e oggi siamo un’azienda sana, con una struttura solida, una visione chiara e soci pronti a sostenere ulteriormente lo sviluppo e le acquisizioni. Abbiamo lasciato la crisi alle spalle: oggi guardiamo avanti con determinazione, pronti a cogliere nuove sfide da protagonisti.
https://www.economymagazine.it/dalla-crisi-alla-rinascita-la-parabola-di-skandia/
27 Settembre 2025
Crisi alle spalle per Skandia: torna in utile e punta sul 2026

Il caso Skandia: come uscire dalla crisi in tempo di crisi. Dal concordato in continuità richiesto a gennaio 2023, omologato dopo un anno dal Tribunale di Treviso, all’utile netto di 3,5 milioni di euro con cui ha chiuso il bilancio 2024, fino alla volontà di acquisire un calzaturificio per poter incrementare la produzione. Ci svela la ricetta Mario Porcaro, che era stato chiamato dalla proprietà come consulente esterno per ristrutturare il calzaturificio di Casier (Treviso) e ora è stato nominato CEO.
La crisi
Fondato nel 1979, il calzaturificio Skandia produce scarpe da montagna (doposci urbani), trekking e motociclismo. La proprietà è formata da un gruppo di imprenditori locali presieduto da Guido Mocellin. Nel 2022 la guerra Russia-Ucraina congela vendite e incassi dell’importante mercato russo. L’azienda si ritrova con mancati incassi, scarpe pronte da spedire che non vengono ritirate dai clienti e un magazzino pieno di materie prime da mettere in lavorazione (compresi pellami italiani). Una situazione che acuisce le difficoltà dell’azienda, provocate anche dal riscaldamento globale che fa venir meno la necessità dei doposci nelle città storicamente fredde. Pesano anche i debiti contratti durante il Covid. Il bilancio 2022 si chiude in perdita e con una evidente crisi di liquidità. Tant’è che, nel gennaio 2023, il calzaturificio (540 dipendenti di cui 70 in Italia e 470 nei siti produttivi di proprietà in Serbia e Romania e 25 milioni di euro di debiti) presenta la richiesta di concordato preventivo con continuità al Tribunale di Treviso. La proprietà inietta 2 milioni di euro di nuova liquidità e si affida allo Studio Porcaro (ufficio di Verona) per elaborare il piano di risanamento e ristrutturazione. Piano che ottiene il favore del Tribunale che omologa il concordato dopo un anno.
La ristrutturazione
L’azienda ha chiuso il 2024 a quota 30 milioni di euro di fatturato, in linea col 2023, ma con utile netto di 3,5 milioni di euro e sta rispettando gli impegni finanziari assunti nonostante un contesto di mercato molto difficile. Dov’è il segreto? “Abbiamo agito sui costi. Abbiamo chiuso e venduto l’azienda in Romania perché troppo cara, rafforzando la produzione in Serbia e ora stiamo aprendo in Tunisia. Nel frattempo ci siamo affidati a partner produttivi in Albania” spiega il CEO Mario Porcaro. La ristrutturazione ha comportato un taglio dei dipendenti complessivi, compresi quelli in Italia e allo stesso tempo sono stati riattivati i clienti nell’Est Europa. Un sostegno importante è arrivato dal primario cliente Decathlon (quasi 1700 punti vendita e 16,2 miliardi di euro di fatturato nel 2024) “che ci ha considerato come partner produttivi e non semplici fornitori” specifica Porcaro.
I piani per il 2026
I programmi dell’azienda veneta sono ambiziosi. Soprattutto con orizzonte 2026. “Stiamo mettendo a punto 2 nuovi tipi di suole super leggere con le quali contiamo di acquisire nuovi clienti. Mentre quelli consolidati potranno aumentare le vendite il che si tradurrà con un aumento degli ordini per noi” spiega lo stesso Porcaro. “Stiamo anche investendo nelle nuove collezioni, cercando di approcciare nuovi mercati e consolidare i vecchi e stiamo cercando di acquisire un calzaturificio. In Italia, ma se capita, anche all’estero, per aumentare la produzione. Il 2025 lo chiuderemo in utile ma nel 2026 contiamo di raccogliere i frutti degli investimenti che stiamo compiendo” conclude Porcaro.
https://www.laconceria.it/calzatura/crisi-alle-spalle-per-skandia-torna-in-utile-e-punta-sul-2026/
28 MAGGIO 2025
Porcaro e Leexè nella composizione negoziata di Intrapresa Engineering

Intrapresa Engineering, società milanese attiva nel settore delle costruzioni, ristrutturazioni e manutenzioni nel settore pubblico e in quello privato, ha concluso con largo consenso la procedura di composizione negoziata della crisi, ottenendo dai creditori le adesioni alla stipula di un accordo ai sensi dell’art. 23 comma 1 lettera c) del Codice della Crisi.
L’accordo ha coinvolto tutti gli istituti di credito e circa il 70% dei fornitori.
Advisor della società sono stati lo Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati, con sedi a Milano e Verona, con un team composto da Francesco Porcaro (nella foto a sinistra), Laura Paglia e Gianfranco Zollo per la parte finanziaria e Leexè Legal Expertise con l’Avv. Ivan Fossati (nella foto al centro) per la parte legale.
La procedura di composizione negoziata si è giovata del supporto dell’esperto Dott. Marco Sabatini – Studio La Croce (nella foto a destra) che ha anche sottoscritto l’accordo raggiunto tra la società ed i suoi creditori.
https://legalcommunity.it/porcaro-e-leexe-nella-composizione-negoziata-di-intrapresa-engineering/
VALCOS SRL: IL TRIBUNALE DI VERONA OMOLOGA L’ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI AD EFFICACIA ESTESA CON TRANSAZIONE SU CREDITI ERARIALI.
Il Tribunale di Verona, con sentenza depositata in data 7.01.2025 (Presidente e Relatore Dott. Pierpaolo Lanni), ha omologato l’Accordo di ristrutturazione ad efficacia estesa ed in continuità diretta della Società Valcos srl, esercente attività di costruzione e compravendita di immobili residenziali di pregio.
Il Tribunale ha ritenuto sussistente il requisito della continuità di cui all’art. 61, comma 2,lett. b) CCII, in presenza della delibera di revoca dello stato di liquidazione adottata dalla Società con effetto condizionato all’omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.
L’accordo è stato possibile, in particolare, grazie alla concessione di uno stralcio da parte del creditore ipotecario Sole Spv, assistito dall’ Avv. Felicita Fenaroli, e dall’adesione degli altri creditori. Nell’ambito dell’Accordo di ristrutturazione l’Agenzia delle Entrate ha sottoscritto la transazione fiscale che prevede il pagamento nella misura del 20% dei crediti per IVA, IRES e IRAP inseriti nella stessa classe dei crediti per IMU del Comune, creditore al quale è stata estesa l’efficacia dell’ADR.
La società è stata assistita per la parte finanziaria dallo Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati con un team guidato dai partner Mario e Francesco Porcaro e dall’associata Dott.ssa Laura Paglia e, per la parte legale, dallo Studio Iura Avvocati Associati con un team guidato dai partner Avv.ti Matteo Creazzo e Giovanni Trolese. Il piano è stato asseverato dal Dott. Angelo Tiziani.
https://legalcommunity.it/porcaro-e-iura-nellomologa-della-ristrutturazione-di-valcos/
