L’olio italiano parte dal Sannio alla conquista dei mercati internazionali e attrae investitori stranieri. Accade a Montesarchio, in provincia di Benevento, dove il gruppo Oleifici Mataluni -Olio Dante Spa ha siglato una partnership finanziaria con il fondo americano Trinity Investment, molto interessato al comparto agroalimentare italiano. Per sostenere il piano industriale rivolto a conquistare il mercato americano e a rafforzare il brand in Oceania e nei mercati orientali, dove il gruppo oleario italiano è presente da tempo, il fondo ha messo a disposizione 20 milioni di euro, di cui 10 già versati e altri 10 da versare entro il secondo semestre del 2016.
Un accordo che potrebbe fare da apripista ad altre aziende meridionali del settore: «La partnership tra gli Oleifici Mataluni ed il Fondo Trinity – spiega Mario Porcaro, che ha guidato l’intera operazione insieme al team di professionisti dello Studio Porcaro di Benevento – conferma l’interesse dei Fondi internazionali anche per le Pmi del Sud. Abbiamo seguito meticolosamente tutte le procedure previste per operazioni che in genere superano il valore di 100 milioni di euro, creando le premesse per attrarre anche al Sud nuova finanza e per mettere a punto un nuovo modello di sviluppo rivolto alle aziende di famiglia». Il partenariato avrà una durata di 5 anni, al termine dei quali si tireranno le somme e si valuterà l’opportunità della quotazione in borsa, in base all’evoluzione del piano.
Il progetto prevede l’ingresso in azienda di top manager di alto profilo e una fase successiva di riorganizzazione societaria e finanziaria. Tra gli obiettivi aziendali, anche l’aumento del numero di dipendenti dagli attuali 100 a 120 e l’incremento del fatturato da 100 milioni di euro del 2015 a 180 milioni nel 2020, soprattutto grazie all’estero.
«Questa operazione – spiega il presidente Biagio Mataluni, attuale presidente di Confindustria Benevento – ci consentirà di facilitare e completare il processo di internazionalizzazione intrapreso due anni fa con un precedente progetto da 8 milioni di euro, finanziato dall’Istituto di Sviluppo Agroalimentare del Ministero delle Politiche agricole, e di essere presenti nei mercati in cui oggi registriamo una grande richiesta di prodotti agroalimentari italiani». Un esempio di nuova impresa familiare,quello rappresentato dal gruppo Mataluni, costituito da quattro società che coprono l’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione di marchi storici (Dante, Lupi, Olita, Topazio, OIO, Minerva). Nuova perché non rinuncia alla connotazione familiare in nome della crescita sul mercato globale, ma riconosce la necessità di farsi affiancare da top manager richiesti dagli investitori esteri.
Notevoli le ripercussioni che si potranno generare anche sul comparto agricolo, nella fattispecie in quello oleario. Grazie a questo investimento, infatti, l’azienda potrà rilanciare un progetto di Filiera per la valorizzazione dell’olio 100% italiano. L’obiettivo del gruppo è mettere in connessione diretta il produttore agricolo con il consumatore finale, attraverso lo scaffale della GDO, puntando sulla qualità dei prodotti e sul gradimento del made in Italy nel palcoscenico globale, garantendo al tempo stesso la giusta remunerazione a tutti gli attori della filiera olearia, in particolar modo ai produttori e alle aziende di trasformazione. La sfida ambiziosa è creare un «campione dell’olio italiano nel mondo», che possa svilupparsi e ampliare il proprio raggio di commercializzazione a livello mondiale, attraverso l’approvvigionamento di olio italiano al 100%, sia nella filiera dell’olio di oliva che nella filiera dell’olio di semi (con le sue implicazioni positive: controlli, minor lunghezza del trasporto, sostenibilità ambientale, tracciabilità), utilizzando la notorietà di marchi storici che esprimono l’italianità del prodotto, per conquistare ulteriori quote di mercato domestico ed internazionale.
Mezzogiornoeconomia – Mataluni, l’olio sannita che piace agli americani