Serist, il Tribunale di Monza omologa l’accordo di ristrutturazione su 40 mln euro di debiti
Il Tribunale di Monza ha omologato lo scorso febbraio l’accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182-bis della Legge Fallimentare di Serist, storica azienda specializzata in ristorazione collettiva con sede a Cinisello Balsamo (Milano), ma fondata ad Arcore nel 1983 e di proprietà della famiglia Cusin.
L’omologa dell’accordo, che è stato sottoscritto da due principali istituti di credito e da oltre 165 fornitori, fa seguito alla sentenza della Corte d’Appello di Milano, emessa il 18 novembre 2021 e notificata il 14 gennaio scorso, che ha accolto il reclamo dei legali di Serist contro la sentenza di fallimento pubblicata nel luglio 2021 dal Tribunale di Monza, su istanza del Pubblico Ministero e su parere dei curatori. Il Tribunale, infatti, non aveva ritenute valide, per requisiti formali, le adesioni dei creditori dell’azienda di ristorazione al piano di ristrutturazione del debito presentato nel gennaio 2021 dall’amministratore unico della Serist, Valter Zocchi.
La Corte d’Appello ha quindi rinviato nuovamente gli atti al Tribunale di Monza per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione, sulla base del giudizio di attuabilità reso dal professionista attestatore, Mario Porcaro. Ad affiancare Serist in tutta l’operazione sono stati i legali di Osborne Clarke (qui la nota dello studio che specifica nel dettaglio i punti di diritto sollevati da Tribunale e Corte d’Appello).
La società era stata ammessa alla procedura del concordato in bianco nel gennaio 2020 (si veda qui il decreto del Tribunale) e nel luglio dello stesso anno la pugliese Ladisa si era aggiudicata con un’asta competitiva indetta dal Tribunale fallimentare di Monza il ramo d’azienda di Serist che includeva gli immobili, tra cui i centri cottura ad Agrate Brianza e Castiglione delle Stiviere e due stabilimenti in Sardegna, i beni strumentali, l’avviamento, i contratti con tutti gli oltre 1000 dipendenti della società e i contratti con i clienti pubblici e privati per un fatturato complessivo, che a luglio 2020 era di 52 milioni di euro. La base d’asta era di 4,875 milioni e alla fine il ramo d’azienda è passato di mano per 6,85 milioni (si veda qui Ristorando.eu)
L’accordo di ristrutturazione riguarda circa 40 milioni di euro di debito e prevede il soddisfacimento di tutti i creditori, aderenti e non, anche grazie ai capitali messi a disposizione dalla proprietà, oltre appunto che alle risorse generate dalla cessione del ramo d’azienda.
In un’intervista a MB News, l’ad Zocchi ha spiegato che inizialmente aveva scelto la strada del concordato preventivo, ma poi, aveva deciso di rinunciarivi e di predisporre appunto un accordo per la ristrutturazione del debiti: “Vista la percentuale di soddisfo dei creditori molto ridotta, ho deciso di intraprendere una strada più difficile ma di maggior soddisfazione per i creditori sociali tutti. Un’operazione che ha generato un surplus di liquidità di 2 milioni di euro che permetteva, insieme alla finanza esterna messa a disposizione dalla proprietà famiglia Cusin, di garantire una percentuale di soddisfo per tutti i creditori superiore a quella del concordato e ovviamente di un fallimento”. E ha aggiunto Zocchi: “Avendo tutta la finanza necessaria a disposizione, circa 17 milioni di euro sono in grado di passare molto rapidamente alla fase dei pagamenti dei creditori”.
Serist, il Tribunale di Monza omologa l’accordo di ristrutturazione su 40 mln euro di debiti
POSIZIONI APERTE
Lo Studio Porcaro ricerca, per primaria azienda industriale con sede a Roma e unità operativa in Benevento, un addetto alla contabilità/fiscalità aziendale da inserire nel proprio organico di Benevento, con esperienza acquisita presso altre aziende o studi commerciali.
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NUOVO PATENT BOX
Premessa
L’art. 6 del D.L. 146/2021 prevede la sostituzione della misura agevolativa del PATENT BOX, ex legge 190/2014, che contemplava la detassazione del 50% del reddito d’impresa prodotto attraverso l’utilizzo di beni intangibili, con un nuovo meccanismo opzionale, di durata quinquennale e successivamente rinnovabile ogni anno, mediante il quale i costi di ricerca e sviluppo relativi ai medesimi beni immateriali (anche i marchi) sono maggiorati del 90% ai fini delle imposte dirette (IRES e IRAP).
Soggetti beneficiari
Il nuovo PATENT BOX è aperto a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, a condizione che svolgano le attività di ricerca e sviluppo finalizzate allo sviluppo di beni intangibili, anche mediante contratti di ricerca stipulati con società diverse ovvero con università, enti di ricerca o organismi equiparati.
Inoltre, i soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera d), del testo unico delle imposte sui redditi, vale a dire:
– le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato,
possono usufruire di tale agevolazione a condizione di essere residenti in Paesi con i quali sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo.
Presupposto dell’agevolazione
La norma in commento (art. 6 del D.L. 146/2021), al comma 3, specifica quali sono i costi di ricerca e sviluppo agevolabili. In particolare, possono usufruire del beneficio fiscale le attività d’impresa che sostengono le spese di ricerca e sviluppo relative a: software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d’impresa, disegni e modelli, nonché i costi di ricerca determinati dallo sviluppo di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale e scientifico giuridicamente tutelabili, che siano utilizzate dall’impresa, direttamente o indirettamente, per lo svolgimento della propria attività.
I soggetti che intendono beneficiare dell’agevolazione devono predisporre idonea documentazione, descrittiva dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti per la determinazione dell’agevolazione fiscale. Inoltre, il possesso della predetta documentazione deve essere comunicato all’Agenzia delle Entrate attraverso la dichiarazione fiscale presentata nell’anno in cui si vuole usufruire della misura in commento (comunicazione da presentare nella dichiarazione 2021 – anno 2020 – per l’esercizio dell’opzione in riferimento all’anno 2021).
Effetti fiscali e misura del beneficio
Il nuovo regime prevede che i costi relativi ai summenzionati beni intangibili siano maggiorati del 90% rispetto ai fini delle imposte dirette (IRES e IRAP). In altri termini la super deduzione vale un risparmio fiscale di circa il 26 % dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalla società.
In particolare, se ad esempio la società effettuerà spese di ricerca e sviluppo per un importo pari a 1000 €, godrà di un’ulteriore variazione in diminuzione pari a 900 € (1000*90%), deducibile sia ai fini IRES che IRAP.
Valutazione di convenienza
I possibili vantaggi del nuovo PATENT BOX risultano i seguenti:
– Maggiore deduzione del 90% sui costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalla società;
– Ampliamento della misura per i costi di ricerca e sviluppo sostenuti in relazione ai marchi d’impresa;
– Assenza di sanzioni in caso di rettifica da parte dell’Agenzia dei costi super-deducibili se si predispone idonea documentazione descrittiva dei costi di ricerca e sviluppo agevolati.
Nota negativa della norma in commento è che i soggetti che esercitano l’opzione, per l’intera durata della predetta, quindi 5 anni, essendo misure alternative, non potranno usufruire del credito d’imposta ricerca e sviluppo di cui ai commi da 198 a 206 dell’articolo 1 della legge 160/2019 in relazione ai medesimi costi oggetto di agevolazione PATENT BOX.
Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati
Porcaro nel concordato di Immobiliare Cavenago 84

Immobiliare Cavenago 84, società immobiliare di Cesena, proprietaria di complessi immobiliari in Emilia-Romagna e Lombardia e gestore di centri commerciali in Reggio Emilia, ha ottenuto la approvazione dal Tribunale di Forlì alla procedura di concordato preventivo ex artt. 160 legge fallimentare.
Lo studio Porcaro Commercialisti & Avvocati, con sedi a Milano e Verona, ha assistito la società con un team coordinato da Mario Porcaro (nella foto al centro) e composto da Laura Paglia (nella foto a sinistra) nel ruolo advisor finanziario e da Fabrizia De Nigris (nella foto a destra) nel ruolo di advisor legale.
Con il provvedimento di apertura della procedura il Tribunale ha confermato commissari giudiziali l’avvocato Lara Tordi e la dottoressa Barbara Tampieri.
12 aprile 2021
https://legalcommunity.it/porcaro-nel-concordato-di-immobiliare-cavenago-84/
Rummo, piano di investimenti da 15 milioni di euro
Rummo ha appena chiuso un 2020 da record con un fatturato da 113 milioni di euro. L’azienda di pasta ha registrato un +20% rispetto al 2019, con un ebitda 2020 pari a circa l’11% del fatturato.
Per far fronte agli ordinativi sia in Italia che all’estero, in continua crescita, Rummo ha varato un piano di investimenti da 15 milioni di euro.
La capacità produttiva, con una forte riduzione dopo l’alluvione del 2015, oggi non risulta più adeguata rispetto ai volumi produttivi dell’azienda.
Il nuovo piano prevede un incremento della capacità produttiva dalle attuali 61K tons a 116K tons, con due linee di produzione nuove e l’implementazione di tutto il comparto produttivo a supporto.
L’investimento sarà in chiave 4.0, andando a efficientare tutti i reparti, ossia approvvigionamento, produzione e confezionamento. Il tutto sarà totalmente autofinanziato dalla azienda stessa.
Il piano di investimenti e il relativo piano economico-finanziario a supporto, redatto con l’ausilio del Dott. Mario Porcaro e del Dott. Andrea Porcaro dello Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati, ha ottenuto il placet all’unanimità del pool di banche.
Le banche sono state assistite dall’Avv. Carlo Alberto Giovanardi e dall’Avv. Giulia Quarato di Giovanardi Studio Legale.
29/03/2021
https://foodcommunity.it/rummo-piano-di-investimenti-da-15-milioni-di-euro/
Porcaro e Giovanardi per il piano investimenti Rummo da 15 milioni di euro

La Rummo ha varato un piano di investimenti da 15 milioni di euro
Il pastificio, che ha appena chiuso un 2020 da record con un fatturato da 113 milioni di euro (in aumento del 20% rispetto al 2019), intende aumentare la capacità produttiva, che ha subito una forte riduzione a seguito dell’alluvione del 2015 e che “non risulta più adeguata rispetto ai volumi produttivi dell’azienda”, nonché della necessità di “far fronte agli ordinativi sia in Italia che all’estero, in continua crescita”.
Il nuovo piano prevede un incremento della capacità produttiva dalle attuali 61K tons a 116K tons, con due linee di produzione nuove e l’implementazione di tutto il comparto produttivo a supporto. L’investimento sarà in chiave 4.0, andando ad efficientare tutti i reparti, ossia approvvigionamento, produzione e confezionamento e sarà totalmente autofinanziato dalla azienda stessa.
Il piano di investimenti ed il relativo piano economico-finanziario a supporto, redatto con l’ausilio di Mario Porcaro (nella foto a sinistra) e Andrea Porcaro dello studio Porcaro commercialisti & avvocati, ha ottenuto il placet all’unanimità del pool di banche, assistite dagli avvocati Carlo Alberto Giovanardi (nella foto a destra) e Giulia Quarato di Giovanardi studio legale.
29/03/2021
Porcaro e Iura nel risanamento del prosecco Trevisiol
La Trevisiol L & Figli, impresa attiva dagli inizi del ‘900 nel settore della vinificazione e spumantizzazione a Valdobbiadene, con ricorso presentato in data 24 marzo 2021, aveva chiesto al Tribunale di Treviso, previa ammissione alla procedura di concordato preventivo, la concessione di un termine per la definizione di un accordo di ristrutturazione dei debiti o di un concordato preventivo in continuità aziendale con i propri creditori.
Il Tribunale di Treviso, con provvedimento del 25 marzo 2021, ha accolto la richiesta di concordato preventivo con riserva ed ha concesso termine sino al 23 luglio 2021 per la presentazione della proposta, del piano di rilancio e della relativa documentazione, nominando commissario giudiziale il dottor Massimo Roma. Obiettivo della Trevisiol è avviare un percorso di ristrutturazione del debito finalizzato a riequilibrare la propria situazione finanziaria e patrimoniale, colpita dalla crisi del canale horeca a seguito della pandemia da Covid-19
Assistono la società nella procedura Mario Porcaro e Andrea Porcaro (nella foto a sinistra) dello studio Porcaro commercialisti & avvocati di Milano e Verona (advisor finanziari), e gli avvocati Matteo Creazzo (nella foto a destra) e Ilaria Risegato di Iura avvocati associati di Verona (advisor legali).
25/03/2021
https://legalcommunity.it/porcaro-iura-nel-risanamento-del-prosecco-trevisiol/
POSIZIONI APERTE
DOTTORE COMMERCIALISTA JUNIOR
Studio Porcaro ricerca una nuova risorsa per l’ampliamento del proprio Dipartimento di Compliance Amministrativa Societaria nella sede di Benevento, si richiede:
– Esperienza di 1 – 2 anni maturata in Studi professionali di primario standing.
La risorsa di occuperà di:
– Consulenza nell’ambito della risoluzione della crisi d’impresa
– Consulenza ed assistenza societaria e fiscale ordinaria e continuativa
– Consulenza in operazioni straordinarie e di M&A
TIROCINANTE COMMERCIALISTA
Studio porcaro ricerca un/una tirocinante commercialista da inserire nella propria struttura di Benevento.
La risorsa sarà affiancata dai Professionisti dello Studio allo scopo di acquisire autonomia nella:
· Consulenza ed assistenza nell’interpretazione e nell’applicazione, nelle diverse operazioni aziendali, della normativa fiscale per un corretto utilizzo delle norme e dei connessi adempimenti pratici.
· Consulenza ed assistenza negli ordinari adempimenti societari annuali; nella formazione di bilanci in genere – ordinari d’impresa, consolidati e intermedi – di note integrative e di relazioni sulla gestione.
· Consulenza nella predisposizione dei documenti di bilancio orientata al rispetto della normativa fiscale in vigore e della miglior prassi italiana ed estera in materia.
La risorsa verrà altresì formata per il superamento dell’Esame di Stato.
Lo scopo è quello di farla crescere all’interno dello Studio con l’inserimento nel Team del Dipartimento di Compliance Amministrativa Societaria.
Alla risorsa viene richiesta una brillante carriera universitaria (i C.V. presentati allo Studio dovranno essere corredati dell’elenco degli esami universitari svolti con la relativa votazione); completano il profilo disponibilità, flessibilità e serietà.

Porcaro e Iura nell’omologa del concordato di LMV – Legalcommunity
Porcaro e Iura nell’omologa del concordato di 
La LMV, società di costruzioni in acciaio veronese, con stabilimento in provincia di Mantova, ha ottenuto l’omologa al concordato preventivo in continuità diretta dal Tribunale di Mantova. Il piano industriale prevede il mantenimento della forza lavoro.
LMV è stata assistita dallo studio Porcaro Commercialisti & Avvocati, con Francesco Porcaro e Mario Porcaro, in qualità di advisor finanziario e dall’avvocato Matteo Creazzo dello studio Iura avvocati associati in qualità di advisor legale.
Il piano è stato asseverato da Sergio Antonini dello studio Koncerto.
Il tribunale di Latina approva il piano di rilancio per VerdeOro – Il Messaggero
Il tribunale di Latina approva il piano di rilancio per Verdeoro
PRIVERNO
La crisi legata alla pandemia sta provocando gravi conseguenze a livello economico. Nella lunga lista delle aziende colpite, c’è anche la Verdeoro di Priverno che da oltre un secolo produce e confeziona olio. Il tribunale di Latina ha ora avallato il piano di rilancio e ristrutturazione dell’azienda. Luigi Mantuano amministratore della società, spiega: «Purtroppo la pandemia ha colpito in particolar modo la clientela della nostra azienda la cui destinazione finale vede utilizzatori del mondo Hotellerie-Restaurant-Café. La situazione statunitense, nostro importante mercato, con l’acuirsi della diffusione pandemica sta creando problemi nella riscossione dei crediti».
Ora l’azienda lepina spera nel rilancio grazie al piano messo a punto e approvato dal Tribunale di Latina che ha nominato come commissario l’avvocato Giuseppe Pedrizzi. L’obiettivo è ottenere una maggiore redditività e una più elevata competitività attraverso un processo che riporti al riconoscimento del valore del prodotto olio. In questo percorso l’azienda è stata assistita dallo studio Porcaro Commercialisti e Avvocati che si occupa di ristrutturazioni aziendali nel settore agroalimentare.
La Verdeoro è una delle eccellenze nel settore food della nostra provincia. L’attività della famiglia Mantuano risale agli albori secolo scorso quando iniziò la commercializzazione dell’olio. Angelo Mantuano è stato pioniere del commercio locale privernese, creando il suo piccolo regno di ulivi a Monte Sant’Angelo. Dopo la sua scomparsa i figli hanno preso le redini dell’azienda avviando un grande processo di industrializzazione. Verso la metà degli anni ’80 l’azienda, pur mantenendo vive le tradizioni ed i principi fondamentali della conduzione a carattere familiare, ha assunto sempre più i connotati dell’industria guardando anche all’estero e arrivando a creare due sedi produttive negli Stati Uniti (1992) e in Brasile (2010). Oggi i suoi prodotti sono distribuiti in 35 Paesi in tutto il mondo.
Marco Cusumano
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Sabato 13 Febbraio 2021 di Marco Cusumano

