E’ stata fissata al 10 marzo l’adunanza dei creditori della Begnini Spa di Urgnano, holding dell’omonimo gruppo immobiliare-alberghiero, ammessa al concordato preventivo liquidatorio il 17 marzo dell’anno scorso.
E’ di ieri infatti, 26 Gennaio, la notifica alle parti del pronunciamento del Tribunale, che reputa superate le criticità rilevate nella prima formulazione del piano dai commissari giudiziali Maurizio Salvetti, Marco Leidi (commercialisti) e Massimo Gelmini (avvocato): dalle perizie sui beni immobiliari, emergevano infatti valori tali per cui non sarebbe stato possibile rispettare quanto previsto dalla domanda originaria.
La società, solo ora assistita da un team di professionisti coordinati dal commercialista Mario Porcaro, ha quindi presentato un’integrazione, che è di fatto un nuovo piano concordatario. La nuova formulazione della proposta, con l’eliminazione del fondo rischi generici e la determinazione analitica del valore dei beni su cui gravano le garanzie, è stata ritenuta idonea a superare le criticità che erano state rilevate e di conseguenza è stata fissata la data dell’adunanza.
Il nuovo piano concordatario è stato asseverato da Alberto Carrara, commercialista di Bergamo. A fronte di un passivo di circa 120 milioni, l’attivo si avvicina ai 50 milioni. Per il soddisfacimento dei creditori chirografari, la proposta avanza diverse ipotesi, in base all’esito che si avrà su un accertamento fiscale di 9 milioni.
Nel caso in cui venisse accettata una transazione per circa 6,5 milioni, ai chirografari andrebbe una cifra attorno al 10%. Nel caso in cui invece la transazione fiscale non venisse accolta, l’iter dell’accertamento proseguirebbe e si aprirebbero ulteriori due ipotesi: se la conclusione fosse a favore della società, ai chirografari andrebbe circa il 19%; se la conclusione, invece, fosse sfavorevole per la società, ai chirografari andrebbe poco meno del 6,5%.
Begnini Spa, nuovo piano di concordato – Tribunale di Bergamo