Esenzione Irap per professionisti e “piccoli” autonomi solo se i beni strumentali sono inferiori ai 15mila euro. E’ questo il tetto che non dovrebbe essere superato per vedersi esentati dall’Irap? O almeno il tetto che i contribuenti rischiano di ritrovarsi sulla testa se, come sembra, saranno anticipate le indicazioni informali sulle regole che l’amministrazione finanziaria sta preparando per il decreto legge sull’Irap che andrà al Consiglio dei ministri la prossima settimana. Per molti contribuenti, in realtà, questa sarebbe una tegola, più che un tetto, visto che al professionista — o al lavoratore autonomo — potrebbe bastare possedere un computer, con software non copiato, e poco più per restare fuori dal campo di applicazione del tributo. Gli altri contribuenti pagherebbero tutti l’imposta. Se poi ci sono dipendenti, dell’esenzione neanche si potrebbe parlare. La norma, quindi, potrebbe chiudere un capitolo controverso, ma senza suscitare grandi entusiasmi. Anche se, magari in sede di conversione, il “peso” dei professionisti non mancherà di farsi sentire. Quanto alla misura “maggiore” del provvedimento, il restyling dell’imposta attraverso la riduzione (di circa un terzo) del peso del costo del lavoro sulla base imponibile, il vero punto dolente, è ancora la copertura dello sconto, il cui scopo è di coniugare competitivita e tranquillità per l’Erario rispetto alle possibili censure che potrebbero venire dalla Corte di giustizia delle Comunità europee.